duetart home...
   
 
 
about us
 
conctact
 
find us
 
 

duetart - Yunong Wang

Yunong Wang

vedi opere:
Insieme
Calma e movimento

Pagine di un autunno

Yunong Wang - Xin Zhou

Born in Dalian / China
1986–1990 College of Arts and Crafts / Beijing
1993–1997 Studies at the "Central Academy of Fine Arts" / Beijing
1997 B.A. at the "Central Academy of Fine Arts" / Beijing
1998–1999 Guest student with Prof. Konrad Klapheck / Academy of Fine Arts in Düsseldorf
1999–2002 Studies with Prof. Konrad Klapheck at the Academy of Fine Arts in Düsseldorf
2002–2005 Studies with Prof. A.R. Penck at the Academy of Fine Arts in Düsseldorf
2003 Master student (“Meisterschüler”) with Prof. A.R. Penck
2005 Diploma at the Academy of Fine Arts in Düsseldorf
since 2005 Lives and works in Düsseldorf

“Fotografia di ragazza. Ho una sua fotografia (…) E’ riuscita molto sincera, di una verità stranamente profonda. La testa eretta, ella cammina fieramente, il braccio destro abbandonato a piombo per il peso della borsa di pelle, la sinistra portata un poco avanti, nel movimento del passo, con la mano sottile anch’essa dimenticata. Tutta la sua vita sembra invece concentrarsi nella volontà di avanzare. Ma dove?”, si chiede Dino Buzzati in uno dei racconti lampo della raccolta pubblicata nel 1955 e intitolata “In quel preciso momento”. Potrebbe intitolarsi così anche la serie di dipinti di Xin Zhou (Pechino, 1973), che utilizza le fotografie come punto di partenza per le sue opere: anche alla pittrice cinese, che oggi vive in Germania, a Dusseldorf, interessa cogliere “in quel preciso momento”, sotto quella precisa luce, in quella precisa situazione un frammento di realtà quotidiana, sottraendo persone e oggetti a quell’inarrestabile flusso di immagini che caratterizza i nostri tempi pieni di affanno. Dove vanno le donne protagoniste delle sue tele? Si affrettano, solitarie, lungo una strada cittadina sferzata dal vento (Im Regen, 2020), cercano riparo sotto l’ombrello in una serata piovosa (Regnerischer Abend, 2022), ciascuna stringendo nella mano una borsa o un sacchetto, mentre il velo scintillante dell’acqua delle pozzanghere e dell’asfalto bagnato, riflettendo le luci del semaforo, delle auto, delle insegne dei negozi, avvolge le loro figure in un turbine vibrante di bagliori bianchi e colorati. Nati in questi ultimi anni segnati dalla pandemia, queste scene urbane alludono forse alla resilienza dell’individuo che, nonostante tutto, trova la forza per proseguire per la sua strada; l’artista, con la sua pennellata rapida ma precisa, riesce a scoprire nella pioggia battente momenti di grazia e di rara bellezza. La sfocatura è lo strumento che permette a Xin Zhou di dissolvere quello che circonda il soggetto fino alle soglie dell’astrazione e di concentrare i nostri occhi sul dinamismo della figura in movimento. Osservando queste “istantanee dipinte”, questi momenti effimeri riportati fedelmente e con cura affettuosa sulla tela, si ha l’impressione di avere già visto le situazioni raffigurate e si è portati a completare il racconto mettendoci un po’ del nostro vissuto. Con chi sta parlando la donna che cammina con il cellulare all’orecchio? Chi sta aspettando la ragazza dagli occhiali scuri che siede sola al tavolino di un bar nel dipinto Strassencafé? Lui verrà o non verrà? Come insegnano i maestri di Xin Zhou, ovvero i pittori tedeschi Gerhard Richter e Konrad Klapheck, la pittura deve mantenere qualcosa di inafferrabile: quello che non conosciamo, l’ignoto, il mistero, ha un fascino irresistibile. La ragazza intenta nella lettura che vediamo nel dipinto Lesende fa invece parte di una serie di opere che vede impegnata l’artista da diversi anni. Il motivo ha una lunghissima tradizione, che spazia da Jan Vermeer (Donna che legge una lettera davanti alla finestra, 1657) a Pierre-Auguste Renoir (La lettrice, 1875-1876), allo stesso Gerhard Richter (La lettrice, 1994). Rispetto a Vermeer, la situazione nelle opere di Xin è radicalmente mutata: la ragazza, in posa rilassata, seduta su una sdraio in un giardino fiorito, al sole, sta leggendo non una lettera, che è un testo unico, irripetibile, scritto a mano, con un preciso messaggio riferito al destinatario, ma un romanzo, stampato in milioni di copie, simbolo dell’epoca in cui non solo i testi, ma anche le immagini possono essere replicate all’infinito. Xin le affianca un intenso ritratto di uomo: anche in questo caso l’attenzione del soggetto è concentrata non su una lettera, ma su un giornale, davanti a una tazza di caffè fumante. La stessa volontà di catturare l’attimo perfetto caratterizza anche la pittura di Yunong Wang (Dalian, 1969), ma nelle sue tele si respira una maggiore quiete, un silenzio tranquillo che invita alla contemplazione del bello che ha le sue radici nella tradizione dell’antica pittura cinese. L’artista ritrae una panchina solitaria in un angolo assolato di un parco pubblico (Sitzbank in der Sonne, 2020), o si sofferma sulle ombre che si allungano sul prato mentre, nella luce già radente di un sole nascosto, le anatre becchettano tra l’erba (Schlosspark Benrath, 2022). L’avvicendarsi delle stagioni, simbolo delle diverse età della vita, è tematizzato negli scorci con giardini fioriti (Im Garten, 2022), in vedute di viali ricoperti di foglie secche nell’incipiente autunno (Herbstlicher Weg, 2020) e in immagini di tronchi d’albero abbattuti (Der Baumstumpf, 2021). Oasi di pace per l’anima e per gli occhi, le sue composizioni inseguono le variazioni della luce e del cielo ed esaltano la struttura geometrica dei paesaggi, con prospettive accentuate che accompagnano lo sguardo verso il centro della tela. Luce e sentimento sono la sostanza di cui si nutre un gruppo di marine colte in giornate pienamente estive, nelle quali l’artista celebra la comunione con la natura presentando scene quotidiane di intimità della famiglia: l’attenzione premurosa di una madre per il suo bambino, un barboncino che gioca sulla battigia e un bimbetto che si accinge con passo baldanzoso ad affrontare il mare e le sue onde. Tele infuse di luce e di vitalità che offrono agli occhi momenti di esistenze serene: l’opera non si impone allo sguardo ma si offre come un respiro leggero, un momento di viaggio mentale al di fuori di un mondo turbolento. Le candele di Xin Zhou (Hoffnung) e il mazzo di fiori di Yunong Wang (Tulpen) cantano gioie semplici ed effimere, che hanno però il potere di rischiarare l’avventura umana con la speranza di una rinascita.

Licia Spagnesi

“Photograph of a girl. I have a photograph of her (...) It was very sincere, with a strangely profound truth. Her head erect, she walks proudly, her right arm left plumb by the weight of the leather bag, her left arm brought forward a little, in the movement of the step, with the thin hand also forgotten. Her whole life seems to be concentrated on the desire to move for-ward. But where?”, asks Dino Buzzati in one of the short stories in the collection published in 1955 and entitled “In quel preciso momento”. This could also be the title of the series of paintings by Xin Zhou (Beijing, 1973), who uses photographs as the starting point for her works: the Chinese painter, who now lives in Dusseldorf, Germany, is also interested in cap-turing a fragment of everyday reality “at that precise moment”, in that precise light, in that precise situation, removing people and objects from the unstoppable flow of images that characterises our busy times. Where do the women protagonists of his paintings go? They hurry, alone, along a windswept city street (Im Regen, 2020), seek shelter under an umbrella on a rainy evening (Regnerischer Abend, 2022), each clutching a bag or a sack in her hand, while the shimmering veil of water from puddles and wet asphalt, reflecting the lights of traffic lights, cars and shop signs, envelops their figures in a vibrant whirlwind of white and coloured flashes. Created in these recent years marked by the pandemic, these urban scenes perhaps allude to the resilience of the individual who, despite everything, finds the strength to continue on his or her way; the artist, with his rapid but precise brushstrokes, manages to discover in the driving rain moments of grace and rare beauty. Blurring is the tool that allows Xin Zhou to dissolve what surrounds the subject to the threshold of abstrac-tion and to focus our eyes on the dynamism of the figure in motion. Observing these “painted snapshots”, these ephemeral moments faithfully and lovingly portrayed on canvas, one has the impression of having already seen the situations depicted and is led to complete the story by adding a little of our own experience. Who is the woman walking with the mobile phone to her ear talking to? Who is the girl with the dark glasses sit-ting alone at a table in a café in the painting Strassencafé waiting for? Will he or will he not come? As taught by Xin Zhou’s masters, the German painters Gerhard Richter and Konrad Klapheck, painting must retain something elusive: what we do not know, the unknown, the mystery, has an irresistible charm. The girl reading in the painting Lesende is part of a series of works that the artist has been working on for several years. The motif has a very long tradition, ranging from Jan Vermeer (Woman Reading a Letter in Front of the Window, 1657) to Pierre-Auguste Renoir (The Reader, 1875-1876) and Gerhard Richter himself (The Reader, 1994). Compared to Ver-meer, the situation in Xin’s work is radically different: the girl, in a relaxed pose, sitting on a deckchair in a flowery garden, in the sun, is not reading a letter, which is a unique, unrepea-table, hand-written text with a precise message for the addressee, but a novel, printed in millions of copies, a symbol of the era in which not only texts but also images can be replica-ted ad infinitum. Xin flanks it with an intense portrait of a man: here, too, the subject’s atten-tion is focused not on a letter, but on a newspaper, in front of a steaming cup of coffee. The same desire to capture the perfect moment also characterises the painting of Yunong Wang (Dalian, 1969), but in his canvases there is a greater sense of tranquillity, a quiet si-lence that invites contemplation of beauty rooted in the tradition of ancient Chinese painting. The artist portrays a solitary bench in a sunny corner of a public park (Sitzbank in der Sonne, 2020), or lingers on the shadows stretching across the lawn while, in the grazing light of a hidden sun, ducks peck through the grass (Schlosspark Benrath, 2022). The changing of the seasons, symbolising the different ages of life, is themed in views of flower gardens (Im Garten, 2022), in views of avenues covered with dry leaves in the onset of autumn (Herbstlicher Weg, 2020) and in images of felled tree trunks (Der Baumstumpf, 2021). An oasis of peace for the soul and the eyes, his compositions follow the variations of light and sky and enhance the geometric structure of the landscapes, with accentuated perspectives that lead the eye towards the centre of the canvas. Light and sentiment are the substance of a group of seascapes captured on a summer’s day, in which the artist celebrates communion with nature by presenting everyday scenes of family intimacy: a mother’s attentive care for her child, a poodle playing on the shoreline and a little boy boldly approaching the sea and its waves. Canvases infused with light and vitality that offer the eye moments of serene existence: the work does not impose itself on the eye but offers itself as a light breath, a moment of mental travel outside a turbulent world. Xin Zhou’s candles (Hoffnung) and Yunong Wang’s bouquet of flowers (Tulpen) sing of simple and ephemeral joys, which nonetheless have the power to illuminate the human ad-venture with the hope of rebirth.

Licia Spagnesi


duetart gallery
duetart