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Foto di Valentina Colonna-Preti

Nome:
Stefano Arienti

Alla fine degli anni Ottanta si è formalizzata in Italia una nuova sensibilità artistica dove le parole d'ordine erano decostruzione, leggerezza, mimetismo: attraverso la manipolazione critica della realtà, l'immagine veniva come forata, ritagliata, piegata, resa grottesca. Sottratta all'uso del senso comune, la forma risultava radicalmente e letteralmente stravolta, quasi schernita, proprio a conferma della sua validità.
Milano iniziava in quel momento a costituirsi come 'sistema'  di relazioni vitali e giovani energie pronte ad esprimere la trepidazione di spinte emozionali fortemente innovative: le numerose gallerie aperte in quegli anni, il  crescente interesse dei collezionisti che acquistavano opere, la presenza di giovani critici che seguivano, come compagni di strada, le vicende degli artisti sono la testimonianza viva dello scambio di passioni e stimoli culturali che connaturò le scelte dei protagonisti.
Gli artisti che gravitarono attorno a questo nucleo non costituirono un vero e proprio movimento ma una sorta di assemblaggio generazionale dove, per la prima volta dopo decenni, la parola ideologia non serviva più ed era sostituita dallo sguardo inattaccabile e solitario della sensibilità individuale. La sintesi elaborata da ciascuno generò risultati formalmente eterogenei, che avevano però il tratto comune di cercare di annullare il potere normativo delle immagini, sottoponendole alla cura radicale dell'artista.
La mostra nella Galleria Duetart vuole mettere a fuoco le ricerche attuali di Stefano Arienti, Marco Cingolani, Mario Dellavedova e Massimo Kaufmann, interpreti di primo piano di quella stagione. Il loro esordio è comune, come parte del loro percorso: infatti parteciparono insieme a mostre collettive e condivisero per alcuni anni lo studio, Arienti con Dellavedova e Cingolani con Kaufmann.

Gli artisti hanno conosciuto fin da subito un grande successo di critica e di pubblico e, dopo le prime mostre collettive della giovinezza, sono stati invitati ad esporre negli spazi più significativi nazionali ed internazionali (di cui si segnalano solo alcuni).

STEFANO ARIENTI                                                                                  
Nato ad Asola 1961. Vive e lavora a Milano. 
Ha esposto da: MAXXI, Roma - GAMeC, Bergamo - Galleria Guenzani, Milano - Lehmann-Maupin, New York - Fondazione Sandretto Rebaudengo, Torino - Castello di Rivoli, Torino - Galleria In Arco, Torino - Museion, Bolzano.

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI E COLLETTIVE RECENTI:
2011-2012 Collezioni alle Stelline - Collezione Alessandro Grassi, Fondazione Stelline - Palazzo delle Stelline, Milano
2011
La classe non è acqua, GAMEC, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo
 
Live! L'Arte incontra il Rock, C.Arte Prato - Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
2010-2011
-2+3. Stefano Arienti / Massimo Bartolini: la Collezione di Museion, Museion, Museo d'arte contemporanea di Bolzano
2010
Museo privato | Echakhch | Kopystiansky, Gamec, Bergamo
 
Ren con tre, MAMbo, Bologna
2009
Stefano Arienti, Arte in-percettibile,Palazzo Ducale, Mantova





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Meditazioni sulla felicità