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Nome:
William Kentridge

Nato e cresciuto a Johannesburg (Sudafrica) a contatto con la difficile realtà dell’Apartheid, William Kentridge guarda con estrema lucidità e consapevolezza alla storia del suo Paese d’origine e crea un’arte intensa e di grande forza espressiva che riflette sui meccanismi della memoria e della dimenticanza, sul senso etico di responsabilità, sulla colpa e la complicità, sul dolore e l’ingiustizia. La sua opera procede per metafore potenti e poetiche allo stesso tempo che, seppur radicate nella realtà dell’Apartheid, allargano la riflessione alla condizione umana in genere.
In Tide Table (indicatore delle maree), film animato del 2003 realizzato con disegni a carboncino, l’acqua diventa espressione del pericolo dell’amnesia insito negli avvenimenti storici più drammatici.
Dalla specificità della situazione sudafricana, Kentridge sposta l’attenzione al dramma quotidiano dell’uomo contemporaneo, coinvolgendo spettatori di origini diverse.
Conosciuto a livello internazionale dagli Anni Novanta per i suoi cortometraggi animati, William Kentridge ha lavorato anche in ambito teatrale. Artista multidisciplinare per eccellenza, ha sperimentato nel corso degli anni numerose tecniche e mezzi diversi, realizzando anche sculture in bronzo, video-installazioni, proiezioni su facciate di edifici e disegni eseguiti con il gesso o con il fuoco.
Le sue scene teatrali offrono l'immagine della trasformazione: il palcoscenico diventa una grande macchina fotografica entro cui agiscono voci e movimenti tra memoria e spazi onirici. La luce è la "tela" su cui l'artista disegna, è la percezione, è il pensiero: bianco e nero, lampi e buio fanno del teatro una scatola magica entro cui scrosciano vivaci elementi visivi che, uniti ai colori del suono, definiscono la traiettoria di un viaggio collettivo di passaggio.
Capace di raccontare i risvolti più duri e quotidiani della realtà sudafricana con un linguaggio che nulla concede alla retorica,  Kentridge ha preso parte alla X Documenta a Kassel (nel 1997 e 2002) e alla Biennale di Venezia (nel 1993, 1999 e 2005). Mostre personali gli sono state dedicate in numerose ed importanti istituzioni museali internazionali come il Palais des Beaux Arts di Bruxelles, il Museum of Modern Art di New York, l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington e il Museum of Contemporary Art di Chicago. La prima antologica dedicatagli da un museo italiano, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, nel 2004, è poi divenuta una mostra itinerante che ha toccato i musei di Düsseldorf, Sydney, Montréal e Johannesburg, la città dove tuttora l’artista vive e lavora.

MUSEI E GALLERIE D’ARTE CHE OSPITANO LE SUE OPERE

Guggenheim Museum, New York, USA

MoMA, New York, USA

Museu d'Art Contemporanei de Barcelona, Barcellona, Spagna

Museum of Contemporary Art, San Diego, USA

Portland Museum of Art, Maine, USA

New Museum of Contemporary Art, New York, USA

Tate Gallery, Londra, Inghilterra

BIOGRAFIA ESSENZIALE

Nasce a Johannesburg nel 1955 e si laurea in Scienze Politiche, passando in seguito a studiare Belle Arti alla Johannesburg Art Foundation e Mimo a Parigi con Jacques Lecoq. Il suo interesse per il cinema e il teatro risale all’inizio degli Anni Settanta, quando si impegna in diversi progetti come autore, regista, attore e scenografo, fondando la Junction Avenue Theatre Company e collaborando alla realizzazione di sceneggiati televisivi e lungometraggi. La sua prima esposizione personale di stampe e disegni risale comunque al 1979, mentre il lavoro nell’animazione parte dieci anni più tardi con Johannesburg 2nd Greatest City After Paris, dove compaiono per la prima volta i suoi celebri personaggi di Soho e Felix.
La sua eclettica e versatile attività artistica ha ricevuto negli anni consensi sempre più allargati, approdando nei maggiori festival internazionali, come dimostra la retrospettiva dedicatagli nel 1993 dall’International Film Festival di Edimburgo e poi ripresa dal Museum of Modern Art di New York e dal Centre George Pompidou di Parigi. Ospite della Biennale di Venezia, della X Documenta di Kassel, del Kunstverein di Monaco, del Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona e della Serpentine Gallery di Londra, William Kentridge ha dato una ulteriore svolta alla sua carriera dopo l’incontro, nel 1992, con la Handspring Puppet Company, compagnia di marionette: al pluripremiato Woyzeck on the Highveld, prima occasione per sperimentare l’uso del disegno, dell’animazione, della performance dal vivo e della puppetry in un’unica opera, sono seguiti Faustus in Africa! (1995), Ubu and the Truth Commission (1997), Il ritorno di Ulisse (1998), Confessions of Zeno (2002, con musiche di Kevin Volans).  

MOSTRE PRINCIPALI

MAC, Miami Art Central, Miami, USA

Deutsche Guggenheim, Berlino, Germania

MCA, Museum of Contemporary Art, Sydney, Australia

Marian Goodman Gallery, New York, USA


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